DOI: https://doi.org/10.6092/issn.2532-8816/7251

Abstract

Between 12-16th June 2017 a Summer School was held in Pisa entitled "Digital Tools for Humanists". The School was organized by AIUCD (the Italian Association for Digital Humanities), in cooperation with the Laboratory for Digital Culture (LabCD) and the Degree Course on Digital Humanities of the University of Pisa, and with the Institute for Computational Linguistics of the Italian National Research Council (CNR-ILC).The School presented a number of topics and tools for research and application in Digital Humanities, and was very well received by its twenty-five participants.

Resoconto sulla Scuola Estiva su Strumenti digitali per umanisti, organizzata a Pisa dal 12 al 16 giugno 2017, dall’AIUCD (Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale) in collaborazione con il Laboratorio di Cultura Digitale (LabCD) e il Corso di Laurea in Informatica Umanistica dell’Università di Pisa, e con l’Istituto di Linguistica Computazionale del CNR (CNR-ILC).

Resoconto

Si è tenuta dal 12 al 16 giugno scorso, a Pisa, la Scuola Estiva su Strumenti digitali per umanisti, organizzata dall’AIUCD (Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale) in collaborazione con il Laboratorio di Cultura Digitale (LabCD) e il Corso di Laurea in Informatica Umanistica dell’Università di Pisa, e con l’Istituto di Linguistica Computazionale del CNR (CNR-ILC).

L’idea della Scuola è nata dai risultati positivi di una precedente esperienza, un workshop di due giorni (31 Maggio - 1 Giugno 2016), organizzato in collaborazione tra gli stessi partner e sempre finalizzato a fornire una conoscenza di base su alcuni degli strumenti informatici che oggi sono a disposizione degli studiosi in vari campi dell’Umanistica. Il workshop del 2016 aveva come obiettivo semplicemente una introduzione alla Umanistica Digitale (Digital Humanities), mentre l’iniziativa del 2017 è stata pensata per dare ai 25 partecipanti non solo una panoramica degli strumenti e delle problematiche più importanti, ma anche qualche inizio di esercitazioni pratiche.

La Scuola è durata un’intera settimana (da lunedì a venerdì) con due sessioni la mattina e due sessioni il pomeriggio. Le lezioni sono stata in gran parte di carattere introduttivo ai principali settori in cui si articola la ricerca nelle Digital Humanities (vedi programma in Appendice A). In particolare, dopo la prima giornata dedicata a definire la metadisciplina e a introdurre gli astanti alle nozioni di base sui computer e il Web, gli interventi hanno riguardato soprattutto il Web semantico, la filologia digitale, il distant reading, l’annotazione/correzione collaborativa, il Natural Language Processing, la storia digitale, la cartografia digitale, il digital storytelling, la digitalizzazione e la gestione di contenuti digitali e infine le ontologie nelle Digital Humanities.

Il Mercoledì pomeriggio è stato dedicato a una visita alla Certosa di Calci, a pochi chilometri da Pisa, e al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, ospitato nei locali della Certosa (http://www.msn.unipi.it/it/). Il venerdì pomeriggio è stato dedicato a una tavola rotonda con i partecipanti, per raccogliere impressioni e commenti, in vista di una possibile futura seconda edizione della Scuola. Alla fine della Scuola, a tutti i partecipanti che ne hanno fatto richiesta, è stato rilasciato un attestato di partecipazione (vedi Appendice C).

Da questa sessione informale con i partecipanti come pure dai commenti e dalle valutazioni espresse sui questionari valutativi (distribuiti all’inizio della Scuola, vedi Appendice B) possiamo dire che la Scuola Estiva è stata accolta con molto favore da tutti i partecipanti. La media delle valutazioni dei vari interventi, in una scala da 1 (negativo) a 5 (positivo) è risultata di 4,09. Data la disparità degli argomenti presentati e la varietà di interessi dei partecipanti, ci sembra un risultato molto incoraggiante per provare a continuare su questa strada.

Quasi tutti hanno lodato la varietà dei contenuti, che ha permesso di avere una panoramica degli argomenti di maggior interesse per le Digital Humanities, ma nello stesso tempo quasi tutti hanno lamentato una mancanza di tempo per poter fare in modo più approfondito esercitazioni pratiche su quanto visto e sentito.

In particolare gli aspetti da rivedere che sono stati maggiormente segnalati sono:

  1. l’aumento delle ore di pratica su computer;

  2. la diminuzione della parte teorica;

  3. la differenziazione dell’offerta formativa in relazione alle competenze diverse dei partecipanti con lezioni teoriche la mattina e affondi pratici personalizzabili nel pomeriggio;

  4. la richiesta di approfondimenti su settori specifici.

Si tratta di osservazioni da tenere in considerazione, ma che riteniamo non facilmente risolvibili per una summer school che duri una sola settimana. Per un periodo più ampio – due settimane – certamente la formula proposta della teoria alla mattina e per tutti e della pratica diversificata al pomeriggio potrebbe essere praticata. Tuttavia, una summer school di durata così ampia avrebbe costi di partecipazione più alti e impegno di tempo troppo elevato. Quindi riteniamo che il suggerimento più sensato sia quello di limitare il numero degli argomenti a discapito però della possibilità di presentare una panoramica il più possibile esaustiva dei settori di ricerca e di applicazione delle Digital Humanities.

La Scuola è stata organizzata in totale assenza di finanziamenti, salvo un modesto contributo di AIUCD per le pause caffè (autogestiti) e per i due pranzi sociali. Tutti i docenti hanno preparato il materiale e fatto lezione a titolo completamente gratuito, incluso anche, per quei docenti che venivano da fuori Pisa, la copertura delle spese di viaggio e soggiorno. Essendo sotto l’egida di AIUCD, la partecipazione alla Scuola è stata completamente gratuita per i suoi soci. Per chi non era già socio, si è preferito richiedere l’associazione preventiva a AIUCD piuttosto che stabilire una quota di partecipazione. Grazie al servizio ICTMedia dell’Università di Pisa tutte le lezioni sono state videoregistrate e sono ora disponibili sul Web.

In conclusione, in base alle valutazioni ricevute e in base alla nostra analisi, riteniamo decisamente auspicabile una seconda edizione di questa Scuola, a cui sarebbe però opportuno dare una veste formale di tipo accademico, che dovrebbe consentire il rilascio di un Attestato di Partecipazione con un dato valore in crediti, e la possibilità di rimborsare in una certa misura la partecipazione dei docenti.

In questo caso si potrebbe migliorare la scelta degli argomenti della Scuola, invitando docenti e specialisti in campi non coperti in questa edizione, come ad esempio strumenti per grafica e elaborazione di immagini. Non va dimenticato che in questa prima edizione la composizione del programma è stata determinata (in una certa misura) anche dalla disponibilità dei docenti a partecipare a titolo completamente gratuito, senza neanche il rimborso di eventuali spese.

In base ai molti commenti ricevuti, si potrebbe anche valutare la possibilità di strutturare la Scuola su un numero minore di argomenti, dedicando un’intera mezza giornata a ciascun argomento, in modo da avere più tempo a disposizione per esercitazioni pratiche.

In appendice è possibile scaricare il programma dell'evento e il questionario.

http://dhtools.labcd.unipi.it/

http://www.labcd.unipi.it/evento/seminarioworkshop-sulle-digital-humanities/

http://mediateca.unipi.it/category/scuola-estiva-sdu/107