DOI: http://doi.org/10.6092/issn.2532-8816/9852

Abstract

This volume offers a selection of contributions presented at the AIUCD 2018 conference (Bari, 31 January - 2 February 2018), whereas the main topic was Cultural Heritage in the Digital Age. Memory, Humanities and Technologies. This volume also provides the review of a project of public digital history. Starting from the abstracts presented at the conference, the reworked articles were submitted to a double peer review to be added for publication. The articles in this issue of the journal are part of a broader multidisciplinary debate carried out during the AIUCD 2018 conference by the community of scholars who recognize themselves in the subjects of the Association. The Association's annual conference, which has reached its seventh edition in 2018, is increasingly becoming a point of reference over the years, as shown by the numerous proposals presented and by the international presence that is not irrelevant.

Il presente volume offre una selezione di contributi presentati alla conferenza AIUCD 2018 (Bari, 31 gennaio - 2 febbraio 2018) il cui tema principale era Patrimoni culturali nell'era digitale. Memorie, culture umanistiche e tecnologie. Inoltre il volume presenta una recensione di un progetto di storia pubblica digitale. A partire dagli abstract presentati alla conferenza, gli articoli rielaborati sono stati sottoposti a doppia peer review per essere ammessi alla pubblicazione. Gli articoli di questo numero della rivista sono testimoni di un più ampio dibattito multidisciplinare svolto durante la conferenza AIUCD 2018 dalla comunità di studiosi che si riconosce nelle tematiche dell'Associazione. La Conferenza annuale dell'Associazione, giunta nel 2018 alla settima edizione, sta diventando negli anni sempre più un punto di riferimento, come dimostrato dalle numerose proposte presentate e dalla presenza internazionale non irrilevante.

Introduzione

Il presente volume offre una selezione di contributi presentati alla conferenza AIUCD 2018 che si è tenuta presso l'Università di Bari dal 31 gennaio al 2 febbraio 2018, il cui tema principale era Patrimoni culturali nell'era digitale. Memorie, culture umanistiche e tecnologie. Inoltre il volume presenta una recensione di un progetto di storia pubblica digitale. A partire dagli abstract presentati alla conferenza la redazione scientifica della rivista Umanistica Digitale ha chiesto agli autori di rielaborarli sotto forma di articoli per poi sottoporli a doppia peer review per poterli ammettere alla pubblicazione.

Gli articoli di questo numero della rivista sono testimoni di un più ampio dibattito multidisciplinare svolto durante la conferenza AIUCD 2018 dalla comunità di studiosi che si riconosce nelle tematiche dell'Associazione. La Conferenza annuale dell'Associazione, giunta nel 2018 alla settima edizione, sta diventando negli anni sempre più un punto di riferimento, come dimostrato dalle numerose proposte presentate e dalla presenza internazionale non irrilevante. Il tema principale della conferenza, Patrimoni culturali nell'era digitale. Memorie, culture umanistiche e tecnologie, riguarda il ruolo nell'era digitale del patrimonio culturale in tutti i suoi aspetti, di come lo studio e la ricerca scientifica del sapere umanistico possono essere declinati con metodologie, logiche e tecnologie informatiche.

Le proposte presentate hanno coperto moltissimi ambiti delle ricerche di Informatica Umanistica, facendone emergere al meglio l'aspetto caratteristico e ineliminabile dell'interdisciplinarità. Inoltre il dibattito in seno alla conferenza ha avuto ampio respiro anche per la presenza dei tre relatori invitati, i professori Paola Buzi, Riccardo Pozzo e Michele Rak, che hanno tenuto le keynote lecture, tutte di notevole rilievo e su aspetti e progetti di interesse europeo. I settori tradizionali in Italia delle Digital Humanities hanno riscontrato una presenza numerosa, con proposte nel settore della Digital Libraries and Cultural Heritage, delle Digital editions, della Computational Linguistics, della Stylometry e della Digital Archaeology. Sia perché il dialogo interdisciplinare è attivo da più tempo, sia per la natura del dominio e delle metodologie di studio, nella maggior parte degli studi in questi settori si registra una trasformazione più profonda che coinvolge metodi, strumenti, paradigmi ed epistemologie. Si evince bene una reale intersezione tra le discipline umanistiche, le scienze dell’informazione e l'utilizzo delle tecnologie digitali. Quindi un ruolo attivo della scienza dell'informazione e non solo del digitale nelle scienze umane. La Conferenza ha visto la partecipazione anche di interventi in due ambiti di studio meno tradizionali nelle DH italiane: in Linked Data – Semantics and Text Analysis e in Digital History. Entrambi, pur più recenti, hanno già maturato una reale consapevolezza e maturità nell'adozione di metodologie nuove e tipiche del settore interdisciplinare. La presenza anche di proposte nell'area degli Archives and social media, di Architecture and Geography e dei Virtual Museums fa comprendere come il campo di interesse delle conferenze annuali dell'AIUCD è sempre più ampio e multidisciplinare.

La ricchezza, varietà e profondità dei contributi e del dibattito di questa conferenza è testimoniata dal volume AIUCD2018 - Book of Abstracts, a cura di Daria Spampinato. Firenze: AIUCD. In: Quaderni di Umanistica Digitale, p. 281. ISBN 9788894253528. http://amsacta.unibo.it/id/eprint/5997.

Una dimostrazione concreta che gli studiosi in Italia, e non solo, di discipline che ruotano intorno alle Digital Humanities siano ormai da considerarsi come una comunità, si può avere dalla condivisione di modelli, risorse e strumenti. Uno strumento nato all'interno della comunità e che viene ormai utilizzato in diversi progetti e contesti è il software tool Edition Visualization Technology (EVT), che consente di pubblicare sul web edizioni critiche digitali.

Nel primo contributo del volume, Progettazione e implementazione di nuove funzionalità per EVT 2: lo stato attuale dello sviluppo, gli autori Roberto Rosselli Del Turco, Chiara Di Pietro e Chiara Martignano, che sono anche ideatori e sviluppatori del tool open source, illustrano nuove funzionalità del visualizzatore di immagini e del motore di ricerca interno.

Bellini’s Correspondence: a Digital Scholarly Edition for a Multimedia Museum di Angelo Mario Del Grosso, Erica Capizzi, Salvatore Cristofaro, Maria Rosa De Luca, Emiliano Giovannetti, Simone Marchi, Graziella Seminara e Daria Spampinato mostrano un'edizione critica digitale del carteggio del Maestro Vincenzo Bellini che viene appunto presentata sul web con il tool EVT. L'edizione, codificata secondo le linee guida del TEI e utilizzando il tagset correspDesc per la codifica della corrispondenza, è pensata anche per un pubblico museale di non esperti. È, infatti, inserita all'interno di un più ampio progetto di riorganizzazione del patrimonio del Museo belliniano, sia per quanto concerne un nuovo riallestimento multimediale, sia per la rappresentazione del patrimonio documentale.

Nel contributo Linked Data per le edizioni scientifiche digitali. Il workflow di pubblicazione dell’edizione semantica del quaderno di appunti di Paolo Bufalini le autrici Marilena Daquino, Francesca Giovannetti e Francesca Tomasi fanno riflettere su un nuovo modo di organizzare le informazioni presenti in un'edizione scientifica digitale, con un approccio data-centrico della rappresentazione del sapere, secondo il paradigma dei Linked Open Data. Quindi propongono delle fasi del processo di trasformazione da un modello all'altro e ne portano un esempio concreto sul Quaderno di appunti manoscritti di Paolo Bufalini.

Un altro caso di studio di integrazione tra il modello di rappresentazione delle edizioni scientifiche digitali in TEI/XML e il modello data-centrico con dati in formato RDF e OWL è fornito dal lavoro di Alessio Christen ed Elena Spadini, Modeling genetic networks. Gustave Roud's œuvre, from diary to poetry collections. In particolare il contributo si concentra sulle scelte tecniche e sull’utilizzo dell’infrastruttura software Knora. La piattaforma è concepita come complemento all’edizione ed è organizzata in due grandi sezioni, l’archivio e l’edizione testuale, collegate opportunamente tra loro.

Pietro Liuzzo, Franco Zoppi, Antonio E. Felle e Giuseppe Amato in IDEA e la conservazione dei dati epigrafici di EAGLE presentano una rassicurante soluzione all'annoso problema della sostenibilità di un complesso progetto e della conservazione dei suoi dati. La piattaforma EAGLE è un modello che gestisce la quasi totalità del patrimonio epigrafico, codificata in TEI/EpiDoc e organizzata secondo l'ontologia CIDOC-CRM e fornisce diversi servizi alla comunità della Digital Epigraphy.

Al di là dei contributi presentati ad AIUCD 2018, chiude il volume il contributo di Alessia Spadi, Digitales forum romanum: un progetto per la ricostruzione storico-scientifica in 3D del Foro Romano, che è una recensione del progetto di storia pubblica digitale Digitales forum romanum. Il progetto, partendo dalla ricerca scientifica sugli edifici del Foro Romano, presenta la ricostruzione in 3D del Foro lungo una linea temporale, accompagnato da testi scientifici sul Foro, pensato sia per gli storici sia per utenti comuni. Nel contributo vengono anche presentati altri progetti digitali di ricostruzioni virtuali di edifici di storia romana.