Provveditore in Valcamonica -- Edizione e comunicazione di una fonte storica per la Guerra dei Trent'Anni nelle Alpi

DOI: http://doi.org/10.6092/issn.2532-8816/8142

Abstract

From September 2016 to February 2018 a publicly-funded project published a corpus of 160 documents about the Thirty Years’ War in the Alps (1620-1635). The project, conducted by a social enterprise active in Valcamonica in northern Italy (il leggio società cooperativa sociale), was conceived to produce and publish a series of didactic materials on a blog: e-texts, bibliographies, digitized maps and academic lectures.

Resoconto di un progetto realizzato tra il settembre 2016 e il febbraio 2018, con lo scopo di pubblicare un corpus di 160 documenti inediti sulla Guerra dei Trent’Anni nelle Alpi (1620-1635). Il progetto, realizzato da una cooperativa sociale attiva in Valcamonica (il leggio società cooperativa sociale), è stato concepito con l’intento di produrre durante il suo svolgimento una serie di strumenti didattici e divulgativi, disponibili tramite un blog: testi elettronici, bibliografie, mappe digitalizzate e seminari universitari.

Un po' di storia

Nell’estate del 1620 in Valtellina esplose un conflitto tra le fazioni cattolica e protestante. La valle, che era da oltre un secolo suddita della Repubblica delle Tre Leghe dei Grigioni, divenne una terra contesa dalle potenze d’Europa: da un lato la Spagna, attraverso il vicino ducato di Milano, mirava ad occuparla per garantirsi una via di comunicazione con l’Austria e con le Fiandre; dall’altro la Francia di Luigi XIII e del cardinale Richelieu, alleata con la Repubblica di Venezia, intendeva garantire i diritti dei Grigioni per ostacolare la strategia spagnola.

A brevissima distanza dal teatro degli scontri, nell’alta Valcamonica, la Repubblica di Venezia concentrò stabilmente il proprio esercito e nominò una serie di magistrati straordinari, i provveditori in Valcamonica, per monitorare quella situazione estremamente delicata e, all’occorrenza, intervenire tempestivamente.

Il luogo scelto per la residenza dei provveditori e per il coordinamento delle operazioni fu Edolo, collocato strategicamente all’incontro dei due rami settentrionali della valle, quello che porta all’Aprica e alla Valtellina, e quello che dal Tonale conduce nel Tirolo. Più importante ancora, Edolo era uno snodo principale nella cosiddetta via francese, che attraverso i Grigioni, parte della Valtellina e la Valcamonica collegava Venezia con la Francia, incrociandosi all’altezza di Tirano con la via spagnola, che dal ducato di Milano portava all’Austria e alla Boemia.

Da Edolo i provveditori, nei mesi e anni della loro attività, produssero e inviarono al Senato di Venezia dispacci periodici, nei quali informavano le autorità della Repubblica di quanto andava accadendo.

I dispacci furono raccolti in tre registri, che si conservano oggi all’Archivio di Stato di Venezia e che documentano l’attività di sei provveditori: Francesco Basadonna, Girolamo Morosini, Antonio Molin, Marcantonio Canal, Giambattista Basadonna e Sebastiano Venier. Attraverso i loro scritti assistiamo, come in presa diretta, o come immersi nelle vicende di una saga romanzesca, alle molteplici vicende di quegli anni: dall’improvvisa, massiccia presenza di soldati stranieri concentrati a Edolo e dintorni (croati, albanesi, greci, corsi, tedeschi, olandesi, persino scozzesi; cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani) a crisi alimentari, da eventi climatici estremi (inverni gelidi e asciutti, o abbondanti nevicate; fiumi in piena o in secca, alluvioni) a manovre militari e azioni di spionaggio. E ancora indagini poliziesche e fughe dal carcere, trattative diplomatiche, flussi di profughi in fuga dalla guerra e commercio clandestino di libri proibiti.

Sotto i nostri occhi, le Alpi centrali tra la Valcamonica e la Valtellina si inseriscono così nel quadro più vasto della Guerra dei Trent’Anni (1618-1648), quel conflitto paneuropeo che coinvolse gradualmente, in fasi seguenti, la Boemia, l’intera Germania, la Francia e la Spagna, la Danimarca e la Svezia, la Polonia e l’Inghilterra.

Le Alpi non entrano nello scenario come elemento di confine, ma come via di collegamento tra nord e sud dell’Europa, tra est e ovest. E come via di comunicazione sono soggetto di interessi, tensioni, mediazioni.

Il progetto

Avvio e reperimento delle risorse finanziarie

All’inizio del 2018 si conclude un progetto della durata di 18 mesi complessivi, con la pubblicazione integrale dei 160 dispacci conservati nei tre registri dell’Archivio di Stato di Venezia.

Il progetto ha la sua origine circa tre anni prima, quando una società privata specializzata in servizi bibliotecari e archivistici attiva in Valcamonica, il leggio società cooperativa sociale, è incaricata dal comune di Edolo della gestione dell’archivio dell’istituzione. Nel corso del riordino e inventariazione dei fondi documentari, emerge da un lato l’importanza della documentazione sul periodo della Guerra dei Trent’Anni, dall’altro la volontà dell’amministrazione di favorire il recupero della documentazione veneziana e lo studio del particolare contesto storico.

Si realizza inizialmente un progetto pilota per saggiare le potenzialità del tema, grazie a un finanziamento erogato dalla Regione Lombardia (l.r. 81/1985 – anno 2015), che produce una prima breve monografia .

A seguito di questo intervento, viene elaborato un nuovo progetto esteso, con l’obiettivo di pubblicare l’intero corpus di dispacci conservati a Venezia, che inizia la propria attività nell’estate del 2016 grazie a un finanziamento d’avvio del Comune di Edolo.

Nel contempo, è individuata una linea di ulteriore finanziamento nel bando 2016 della Fondazione della Comunità Bresciana destinato al territorio della Valcamonica. Il progetto prosegue grazie a questo ulteriore contributo e alla collaborazione della locale Società Storica e Antropologica di Valle Camonica.

Fasi di realizzazione

Nel suo complesso il progetto comprende, oltre alla pubblicazione conclusiva in un tradizionale volume a stampa , una serie di iniziative che approfondiscono il tema di studio in corso d’opera, proponendone una divulgazione continua nel tempo su vari livelli con il coinvolgimento di una comunità attiva di lettori.

Il primo passo è la realizzazione di un blog su piattaforma WordPress, popolato da versioni attualizzate di una selezione di dispacci, che vengono progressivamente pubblicate nei giorni corrispondenti alla spedizione originale, con lo scopo di riproporre il ritmo dello svolgimento dei fatti, e della loro percezione. I testi, preventivamente trascritti dal ricercatore e coordinatore del progetto, sono rielaborati in collaborazione con la segreteria tecnica in un programma di lavoro che prevede la contestuale realizzazione degli adattamenti per il blog e di una prima bozza di edizione scientifica. Nel contempo, si costruisce un doppio indice dei nomi propri e dei toponimi, che costituirà nella fase finale il corredo strumentale al volume stampato.

In un secondo momento, una volta che si è raggiunto un numero considerevole di testi pubblicati, i dispacci sono muniti di tag e vengono categorizzati. Per l’attribuzione delle categorie si è scelto l’impiego di un lessico controllato all’origine, con lo scopo di realizzare una classificazione che permetta al lettore di organizzare i post secondo i contenuti comuni. Ad ogni testo sono state attribuite le seguenti categorie, cercando di comprendere in esse i temi di maggiore rilevanza tra quelli presenti: «Medicina», «Militari», «Profughi», «Religione», «Spionaggio», «Stranieri in Valcamonica», «Viaggiare nelle Alpi». I tag intersecano l’organizzazione per categorie su due livelli: geografico e tematico. I tag geografici definiscono i luoghi dell’azione prevalente descritta in ogni testo: «Valtellina», «Valcamonica», «Edolo», ecc. Il secondo livello, quello tematico, indica la presenza nel post di oggetti, istituzioni, personaggi particolari. Un esempio dell’interazione con le categorie può essere avanzato proprio in quest’ultimo caso: se è vero che i tag «Inquisizione» e «Libri proibiti» sono sempre associati alla categoria «Religione», non tutti i post che sono inclusi in quest’ultima riguardano vicende di inquisitori o il traffico di libri proibiti.

Nel contempo, si aggiungono gradualmente al blog alcune pagine specifiche dedicate a strumenti di approfondimento generale: da una bibliografia di riferimento a una collezione di mappe d’epoca digitalizzate e liberamente accessibili tramite risorse esterne al progetto.

In prossimità della pubblicazione del volume a stampa, si tiene un ciclo di quattro seminari di studio ospitati dall’Università della Montagna di Edolo (sede distaccata dell’Università degli Studi di Milano), che si occupa della loro trasmissione in diretta streaming e garantisce la conservazione e l’accessibilità alle registrazioni. La breve rassegna è aperta da una serata nella locale biblioteca di pubblica lettura dedicata ai romanzi storici di Arturo Pérez-Reverte e al personaggio di Diego Alatriste, soldato castigliano del primo Seicento.

Un’ultima azione coinvolge due classi dell’indirizzo turistico dell’Istituto d’istruzione superiore «Meneghini» di Edolo nel programma di «alternanza scuola/lavoro» promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tramite una serie di seminari e laboratori, tra i quali anche un’escursione sul campo, le classi IV e V dell’anno scolastico 2017/2018 realizzano un percorso di turismo culturale nei luoghi di Edolo presenti nei documenti originali.

Al termine del progetto, una volta che la pubblicazione è compiuta, il percorso è presentato all’Università di Pisa, nell’ambito dei seminari del Laboratorio di Cultura Digitale.

Personale coinvolto

Il progetto coinvolge in modo costante due operatori, entrambi in corpo alla società cooperativa: l’estensore di questa nota per il coordinamento, la ricerca e la cura dell’edizione a stampa; Daria Giudici per la segreteria tecnico-organizzativa e la manutenzione del blog. Partecipano inoltre alla redazione degli strumenti bibliografici i bibliotecari Marzia Tognali e Stefano Carasi (il leggio s.c.s.). Un comitato scientifico contribuisce alla revisione dei testi e alla realizzazione dei seminari universitari: Giovanna Gamba (Università Cattolica del Sacro Cuore), Giulio Ongaro (Università di Milano Bicocca) e Alessandro Pastore (Università di Verona).

Considerazioni finali

Il percorso nel suo complesso, come sopra descritto, è stato inteso come ricerca scientifica e pubblicazione di un corpus documentario finora inedito. Il coinvolgimento di risorse pubbliche induce tuttavia a porre particolare cura nella realizzazione contestuale di strumenti didattici pubblicamente fruibili, in modo da generare una possibile ricaduta positiva sulla comunicazione della storia dentro e fuori dalla scuola. Con questo intento sono stati pensati il blog, i seminari di studio e la pianificazione di un percorso turistico.

Il progetto, pur materialmente concluso, continua tuttavia la propria attività tramite una programmazione a medio termine dell’uscita dei dispacci on line, preventivamente trattati, una campagna di presentazioni formali ed informali del volume a stampa e la promozione del percorso turistico.

Un ulteriore programma di sviluppo, dedicato alla proposta di attività didattiche rivolte alle scuole secondarie di primo e secondo grado, denominato «L’ora del supplente», è infine compreso nelle iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

References

  1. Signaroli, Simone, a cura di. Provveditore in Valcamonica. Dispacci Al Senato Di Venezia (1620-1635). Comune di Edolo, Società Storica e Antropologica di Valle Camonica, 2018.

  2. Signaroli, Simone, and Giulio Ongaro, a cura di. I Cannoni Di Guspessa. I Comuni Di Edolo, Cortenedolo e Mu Alle Soglie Della Guerra Dei Trent’anni. Breno: Il Leggio, 2016.

Venezia, Archivio di Stato, Senato, Dispacci, Provveditori da terra e da mar e altre cariche, 185, 186, 188.

https://provveditoreinvalcamonica.wordpress.com/

http://www.unimontagna.it/unimont-media/indagine-sulle-alpi-nella-guerra-dei-trentanni/

http://www.labcd.unipi.it/seminari/

https://europa.eu/cultural-heritage/european-year-cultural-heritage_it

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