Progettare, realizzare e promuovere contenuti culturali digitali. Un esempio di didattica integrata: il progetto “Filosofia & Migrazioni”

DOI: http://doi.org/10.6092/issn.2532-8816/9919

Abstract

L’articolo presenta il progetto di didattica integrata Filosofia & Migrazioni. Progettare, realizzare e promuovere contenuti culturali digitali (https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/) nato nel 2017 dalla collaborazione tra ricercatrici di Storia e di Filosofia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e della Società Filosofica Italiana (SFI) - Sezione Romana. Nell’articolo viene descritto il progetto e il modello di progetto realizzato attraverso il lavoro congiunto di ricercatori, docenti e studenti come esempio di integrazione dei programmi curriculari con lo studio delle migrazioni contemporanee e lo sviluppo di competenze e contenuti digitali. La presentazione si concentra sulle molteplici connessioni tra mondo della ricerca e mondo della scuola; sulla complementarietà e l’integrazione fra conoscenze e competenze; sull’importanza di un uso critico e consapevole degli strumenti e delle metodologie digitali. Si sottolineano i diversi elementi di criticità individuati soprattutto nell’ancora embrionale processo di alfabetizzazione digitale di docenti e studenti, nella inadeguatezza delle infrastrutture e della cultura digitale nelle scuole, nella difficoltà ad usare in modo critico le tecnologie.

The article describes the project Philosophy & Migration. Design, implement and promote digital cultural content (https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/). The project started in 2017 thanks to the collaboration between researchers in History and Philosophy of the National Research Council (CNR) and the Italian Philosophical Society (SFI) - Roman Section. All the activities are characterized by the joint work of researchers, teachers and students, this cooperation is an example of integration of curricular programs in philosophy with the study of contemporary migrations and the development of skills in design and organizing digital content. The article focuses on the project and its model to stress the multiple connections between the world of research and the world of education; the complementarity and integration between knowledge and skills; the importance of a critical use of digital tools and methodologies. We also underline the criticalities and the difficulties we encountered in our work such as the still embryonic digital literacy of teachers and students, the inadequacy of the school infrastructures, the difficulty to use technologies in a critical way.

1. Introduzione: il progetto

Il progetto Filosofia & Migrazioni. Progettare, realizzare e promuovere contenuti culturali digitali (https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/) è nato nel 2017 dalla collaborazione tra ricercatrici di storia e di filosofia dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee (ILIESI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e della Società Filosofica Italiana – Sezione Romana (SFI). Si è svolto in fase sperimentale nell’ambito delle attività dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) 2017-2018 coinvolgendo gli studenti di tre licei di Roma e provincia: il Liceo delle Scienze Umane Gelasio Caetani di Roma, il Liceo Linguistico Federigo Enriques di Ostia, e il Liceo Scientifico Vito Volterra di Ciampino. In totale l’attività di progetto ha coinvolto circa 60 studenti delle classi IV e V. Successivamente, il modello elaborato durante l’ASL è stato testato in occasione di un workshop immersivo con gli insegnanti durante la Fiera DIDACTA Italia 2018 (Firenze, 18-20 ottobre 2018 ), e con una attività di laboratorio e di approfondimento con gli studenti della 5E del Liceo Scientifico Vito Volterra di Ciampino e la prof.ssa Sabrina Minucci, attività che si è svolta nell’aprile 2019 sia a scuola, sia presso il MACRO Asilo di Roma.

Il progetto ha avuto due scopi principali: promuovere negli studenti coinvolti la conoscenza e la riflessione filosofica su un tema di grande importanza come quello delle migrazioni e sviluppare una serie di competenze legate alla realizzazione e comunicazione di contenuti culturali digitali; inoltre si è data l’occasione ai ragazzi di confrontarsi con l’esperienza del lavoro del ricercatore misurandosi concretamente con tutta l’attività di progettazione, ricerca, elaborazione di dati e informazioni, scrittura accademica, autonomia e rigore metodologico.

Nucleo del progetto è stata la filosofia e gli strumenti critici che offre alla riflessione sull’uso e l’impatto delle tecnologie nella didattica e nei percorsi di studio e apprendimento dei ragazzi, e il contributo che la disciplina può dare alla comprensione e allo studio delle migrazioni intese nel senso più ampio di migrazioni culturali (translatio studiorum) ( , , ). I numerosi flussi migratori, che hanno interessato non solo l’Italia, ma l’intera Europa, hanno infatti avuto un impatto sulla società, sull’economia, sui sistemi educativi, tale da mettere in crisi il tessuto sociale, le policies e le relazioni tra i diversi Stati membri dell’Unione ( ). La rivoluzione della nuova mobilità planetaria accompagnata dalla rivoluzione tecnologica ha indotto la tradizione filosofica occidentale a ripensare se stessa e a risemantizzare le categorie di comprensione della realtà.

Il progetto Filosofia & Migrazioni si è proposto di approfondire la riflessione sul fenomeno delle migrazioni attraverso l’analisi critico-filosofica di concetti chiave, con l’intento di aprire i contenuti curriculari ordinari al confronto con le questioni più urgenti della nostra contemporaneità. La terminologia è stata il punto di partenza per i percorsi di approfondimento ( ) che si sono articolati attraverso 4 parole/concetti chiave: confine, lavoro, conflitto e educazione. La selezione delle parole è stata fatta inizialmente a guida del corso formazione insegnanti (vedi infra 2.1) e successivamente le parole individuate sono state approvate  anche dagli insegnanti che hanno aderito al progetto. La scelta nasce sia dalla riflessione che da anni il progetto Migrazioni del CNR sviluppa intorno ai concetti chiave e al linguaggio delle migrazioni, sia dalla centralità e dal ruolo della terminologia negli studi della storia delle idee condotti all’ILIESI. Ovviamente la scelta poteva cadere su altri termini, vista l’ampiezza del vocabolario anche tecnico delle migrazioni; in questo progetto abbiamo ritenuto significativo scegliere termini che consentissero di essere approfonditi sia in modo diacronico, sia in modo interdisciplinare, privilegiando la prospettiva storico filosofica, e pertanto si è scelto lavoro e non occupazione, conflitto anziché guerra, confine piuttosto che frontiera.

Ogni classe partecipante al progetto ha approfondito una singola parola chiave, che ha rappresentato il tema centrale della ricerca: gli studenti del Caetani hanno approfondito il tema del conflitto, gli studenti dell’Enriques il tema del lavoro e quelli del Volterra il tema del confine. La parola chiave educazione ha fatto da fil rouge in ogni fase del progetto.

Tutte le attività svolte nell’ambito del progetto hanno consentito a insegnanti e studenti di sviluppare una serie di competenze legate alla realizzazione e alla comunicazione di contenuti culturali digitali confrontandosi con temi, testi e problemi relativi alla filosofia, alla storia della filosofia e alle migrazioni, focalizzati sul concetto chiave a loro assegnato.

Presupposto necessario per l’avvio del progetto e delle attività è stata la partecipazione dell’intera classe: si è ritenuto importante infatti che la didattica curricolare non fosse frammentata dalle diverse attività di ASL. Per evidenziare l’importanza e la necessità di una visione multiprospettica e interdisciplinare del tema gli studenti sono stati seguiti da un gruppo di ricercatori e professionisti di differenti aree disciplinari, non solo storia e filosofia ma anche comunicazione, scienze sociali e diritto. Parte integrante delle attività sono state le visite ai luoghi delle migrazioni nell’area urbana di Roma, significativi sia per il ruolo culturale svolto, sia per i caratteri di accoglienza. Le visite hanno coinvolto la redazione del giornale PiuCulture, il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) Salorno, il Centro Caritas di via Venafro a Roma, la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo. L’intero percorso, che ha coniugato dimensione teorica e pratica, si è concretizzato nella creazione di contenuti culturali digitali sviluppati dagli studenti, che sono stati pubblicati e condivisi in una piattaforma web creata da loro stessi con la guida e la supervisione degli esperti.

Questo articolo si suddivide in due parti principali: la presentazione del progetto e delle sue fasi (§2) e la descrizione del modello (§3), per concludersi con una riflessione dedicata alla valutazione e alle criticità emerse durante tutto il percorso progettuale (§4).

2. Le fasi del progetto

Le attività del progetto si sono svolte poggiando su tre pilastri principali collegati ( ): formazione e programmazione con gli insegnanti; incontro con le realtà territoriali; formazione con gli studenti.

 

Le fasi del progetto

Le fasi del progetto

Il corso formazione insegnanti

Come parte integrante del progetto e per strutturare il percorso didattico in un’ottica interdisciplinare, preliminarmente alle attività con gli studenti si è organizzato un corso di formazione con gli insegnanti di filosofia delle scuole superiori. ll corso, organizzato presso il CNR in collaborazione con la SFI e con l’Ufficio Formazione CNR, è stato innanzitutto un aggiornamento disciplinare per i docenti, ma ha promosso anche la realizzazione di sperimentazioni didattiche di ricerca-azione. Il corso ha individuato possibili punti di integrazione del programma didattico, con l’approfondimento del tema delle migrazioni nelle sue declinazioni culturali, giuridiche, economiche, ecc. I relatori, infatti, sono stati invitati a presentare e discutere il tema delle migrazioni declinandolo intorno alle parole chiave scelte con approcci, metodologie e prospettive diverse. Hanno fornito agli insegnanti bibliografie e materiali di approfondimento e, in alcuni casi, indicato possibili tracce didattiche interdisciplinari. A chiusura della parte dedicata alle relazioni di approfondimento, la SFI ha gestito un laboratorio con gli insegnanti in cui si sono tracciati i possibili percorsi didattici interdisciplinari da proporre successivamente nelle scuole. A seguito di questa esperienza formativa tre insegnanti hanno aderito al progetto e hanno inserito la riflessione sulle migrazioni nelle loro programmazioni didattiche all’interno di un più ampio progetto di studio e ricerca multidisciplinare ( ). L’obiettivo è stato quello di sviluppare negli studenti coinvolti una riflessione critica sulle migrazioni, aprendo così i tradizionali contenuti filosofici curriculari alle più urgenti questioni della contemporaneità. Tutto ciò induce a una rilettura della tradizione filosofica occidentale, e su questa rilettura si è concentrato il successivo lavoro degli studenti nello svolgimento del progetto, in sinergia con il curriculum scolastico di filosofia.

La finalità di questa fase di formazione è stata duplice: da un lato offrire agli insegnanti strumenti, contenuti e bibliografie di approfondimento interdisciplinare, dall’altro indicare percorsi didattici integrati da attivare nell’ambito della programmazione degli istituti scolastici.

L’incontro con le realtà territoriali

Come già detto i contenuti formativi si sono coniugati con una serie di attività svolte in collaborazione con alcune realtà territoriali ( ): alcuni luoghi delle migrazioni di particolare rilievo nell’area metropolitana di Roma. Questi luoghi sono stati scelti all’interno della rete di collaborazioni che il progetto Migrazioni del CNR ha sviluppato negli anni e la scelta ha seguito due criteri principali: il primo è legato alla reale disponibilità delle strutture ad accogliere visitatori e minori e ottenere le autorizzazioni necessarie; il secondo ha cercato le affinità tra le attività svolte nei centri e le tematiche del progetto.

In particolare, gli studenti, accompagnati dai loro insegnanti e dai ricercatori del CNR-ILIESI e della SFI, hanno visitato la redazione del giornale PiuCulture, il Centro Caritas per minori stranieri non accompagnati di via Venafro, il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) Salorno, la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo. Ogni incontro si è caratterizzato per specifici momenti di approfondimento del concetto chiave ‘adottato’ dalle singole classi. Tutte le visite hanno dato occasione agli studenti di incontrare i responsabili delle strutture visitate e di essere da loro introdotti alla conoscenza delle attività svolte; gli studenti hanno inoltre condiviso momenti di vita quotidiana con ospiti e operatori attraverso diverse attività ludiche, formative e informative; infine hanno raccolto materiali, dati e informazioni da elaborare per la realizzazione dei contenuti digitali.

Gli studenti del Liceo delle Scienze Umane Gelasio Caetani di Roma hanno incontrato la redazione di PiuCulture, una testata giornalistica digitale che si occupa di interculturalità (https://www.piuculture.it/). In occasione della visita hanno partecipato a una lezione della direttrice della rivista dedicata alla realizzazione di un giornale online, alle modalità di presentazione delle notizie sul web, ai metodi di raccolta di dati e di testimonianze e alle tecniche di intervista. I ragazzi, che per il progetto lavoravano sul concetto di conflitto e dovevano elaborare una serie di ipertesti, hanno svolto una ricerca lessicografica sul termine a partire dagli articoli pubblicati dal giornale e approfondito poi il tema attraverso documenti, visioni di film e letture filosofiche (da Claude Lévi-Strauss a Emmanuel Lévinas, a Jacques Derrida). L’esito del lavoro è stato pubblicato sul sito del progetto, preceduto da una serie di incontri con i ricercatori del CNR-ILIESI e della SFI dedicati alla correzione e formattazione di testi oltre che all’applicazione delle regole e all’editing necessario per la pubblicazione su web (https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/ipertesto/).

La classe 5IL del Liceo Linguistico Federigo Enriques di Ostia, che approfondiva il tema del lavoro e dell’integrazione, ha visitato il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) Salorno. La giornata si è svolta all’insegna del dialogo, del confronto e soprattutto della comprensione del fenomeno migratorio, chiave di volta per la divulgazione di valori condivisi come accoglienza, solidarietà, integrazione e inclusione sociale. Accolti dallo staff della cooperativa che ha in gestione la struttura, gli studenti hanno prima visitato il CAS e alcune sue aree come l’orto e la ciclofficina, e successivamente hanno incontrato la responsabile del centro che ha spiegato loro tutte le tappe e le procedure che i migranti, una volta arrivati in Italia e accolti in una struttura come il CAS, devono affrontare. Il lavoro degli studenti è consistito principalmente nello sviluppo di una timeline utilizzando l’applicazione web open source TimelineJS, con la quale hanno illustrato la sequenza delle procedure di accoglienza e integrazione dei migranti che giungono in Italia; alla timeline hanno poi affiancato degli articoli di approfondimento su alcune letture filosofiche selezionate tra cui i testi di Voltaire e Karl Marx (https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/timeline/).

Gli studenti della 4E del Liceo Vito Volterra di Ciampino hanno trascorso una giornata al Centro Caritas per minori stranieri non accompagnati di via Venafro a Roma. Insieme ai ragazzi ospiti della struttura e agli operatori hanno condiviso diversi momenti della giornata. Hanno lavorato all’orto del centro come simbolo di confine chiuso e aperto, hanno mangiato insieme a pranzo e partecipato ai momenti di gioco e svago pomeridiano. Il concetto di confine si è approfondito attraverso i temi del dono e dello scambio. Gli studenti hanno poi utilizzato diversi strumenti di storytelling per realizzare due storie ispirate alle esperienze dei migranti conosciuti durante la visita. Utilizzando l’applicazione web open source StoryMapJS è stata realizzata una storia visuale su un viaggio culturale e spirituale, attraverso le testimonianze scritte dei filosofi e degli intellettuali studiati in classe (https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/storytelling). Hanno anche scritto l’articolo “Esperienze e pensieri: la filosofia interroga e risponde alla vita che abita il nostro tempo”, che unisce l’approfondimento di concetti e punti di vista sul confine, l’altro, il dono.

Le tre scuole hanno anche avuto un momento comune di reciproca conoscenza e di scambio presso la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo di Roma (https://www.associazionecittadinidelmondo.it/). La Biblioteca considera un valore irrinunciabile la possibilità, per le persone, di poter leggere libri nella lingua madre e avere accesso a materiali (film, musica) appartenenti alla propria cultura d’origine, come salvaguardia del proprio patrimonio culturale personale. Oltre a tutti i libri donati o acquistati in molteplici lingue, la biblioteca ospita uno spazio dedicato allo studio e alla lettura, attività culturali, la scuola d’italiano e lo sportello sociale. È sembrato dunque il luogo più adatto perchè i ragazzi delle tre scuole si conoscessero e potessero condividere il progetto, le letture e il lavoro che stavano svolgendo. Con l’occasione è stato anche organizzato il gruppo ristretto di studenti abilitato a gestire il sito web di progetto e sono state discusse le modalità di diffusione pubblica dei risultati del progetto.

La formazione studenti

La fase di formazione degli studenti ha previsto due momenti successivi: un primo momento di formazione teorica, seguito da una serie di laboratori pratici. I docenti di filosofia delle scuole coinvolte hanno tenuto in classe lezioni in cui il programma scolastico è stato integrato con l’analisi critico-filosofica degli interpreti e delle tematiche legate al fenomeno delle migrazioni: Claude Lévi-Strauss, Emmanuel Lévinas e Jacques Derrida e il concetto dell’‘altro’, Karl Marx e il concetto di ‘lavoro’ e di ‘alienazione’, Thomas Hobbes, passando attraverso Friedrich Hegel, fino a Axel Honneth e Paul Ricoeur e il legame tra riconoscimento, riconoscenza, gratitudine.

Finalizzati alla realizzazione e pubblicazione dei contenuti digitali si sono tenuti specifici momenti di approfondimento teorico e tecnico-scientifico in classe o presso le aule messe a disposizione dal CNR. I momenti di approfondimento sono stati curati dai ricercatori del CNR. Così il tema del conflitto è stato affrontato da Maria Eugenia Cadeddu, ricercatrice di storia del CNR-ILIESI e responsabile del progetto dipartimentale Migrazioni, che ha tenuto una lezione su Comunicazione / Informazione versus Conflitto?; per il tema dell’integrazione sociale Andrea Crescenzi dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali (CNR-ISGI), esperto in materia di diritto legato al processo migratorio, ha tenuto una lezione sulle fondamentali leggi europee con le quali l’Unione ha tentato di gestire e governare il fenomeno migratorio; Cristina Marras, ricercatrice di filosofia del CNR-ILIESI, esperta di filosofia del linguaggio e di umanistica digitale, ha tenuto una lezione sul concetto di confine.

La formazione teorica si è svolta con le tradizionali modalità di insegnamento frontale e ha avuto come obiettivo, come già detto, da un lato l’approfondimento delle tematiche di studio, dall’altro lo sviluppo delle competenze necessarie per la realizzazione e la comunicazione dei contenuti culturali digitali, sviluppati dal confronto con temi, testi e problemi relativi alle migrazioni, intorno ai concetti chiave assegnati. Attraverso le lezioni teorico-tecniche per la realizzazione dei contenuti digitali tenute da Ada Russo, tecnologo del CNR-ILIESI, si è cercato di formare gli studenti a un uso consapevole e critico delle applicazioni e delle risorse digitali; al rigore nei percorsi di ricerca e nella verifica della scientificità e autorevolezza delle fonti, con attenzione ai temi della privacy e delle regole di uso e diffusione dei contenuti sia testuali che audiovisivi; di fornire una guida mirata alla scelta e all’uso dei software e delle applicazioni, e non ultimo di condurre una riflessione sull’integrazione tra contenuti e percorsi digitali con percorsi di tipo più tradizionale.

Gli argomenti delle lezioni teorico-tecniche hanno perciò riguardato i temi dell’affidabilità delle fonti online e della qualità dei contenuti digitali; della protezione della privacy, della garanzia dei diritti d’autore, della condivisione e dell’accesso a risorse open source. Sono stati proposti e descritti materiali, strumenti e risorse ad accesso aperto per la creazione di contenuti digitali; sono state presentate e illustrate le linee guida per le attività legate alla creazione di contenuti digitali. I temi e gli argomenti oggetto delle lezioni teoriche-tecniche sono stati raccolti in un vademecum, un sommario su cosa fare, e come, per realizzare contenuti culturali digitali ( ). Successivamente sono stati organizzati i laboratori durante i quali gli studenti e gli insegnanti hanno acquisito competenze informatiche specifiche e appreso le regole nell’uso pubblico della comunicazione digitale e la conoscenza di linguaggi e applicazioni. Gli studenti sono stati invitati a gestire il proprio ruolo professionale mediante il metodo del learning by doing. Per lo svolgimento delle attività di laboratorio sono stati privilegiati metodi ispirati alla didattica digitale, come quello di ‘classe capovolta’ ( ), perché i contenuti teorici erano da approfondire prima degli incontri, utilizzando poi il tempo del laboratorio per affrontare dubbi e discussioni. Impostando lo sviluppo delle competenze intorno alla realizzazione di uno specifico progetto concreto, si è dato inoltre spazio alla metodologia del project based learning. Per raggiungere gli obiettivi programmati, infine, è stato necessario applicare la metodologia IBL (Inquiry based learning o apprendimento basato sull'indagine, metodologia che avvicina l’attività dello studente a quella di un ricercatore), visto che sia le tematiche di studio che gli strumenti da usare richiedevano una serie di azioni per capire i fenomeni in atto e risolvere i problemi legati alla loro rappresentazione. Per quanto riguarda la tecnologia, oltre ai PC in dotazione alle scuole, sono stati usati i dispositivi mobili (tablet, smartphone) in possesso di studenti e insegnanti, in una logica BYOD (Bring Your Own Device) che risponde alle linee guida del MIUR. Per lo sviluppo dei contenuti è stato privilegiato l’uso di software free o open source, in un’ottica di economicità e ottimizzazione delle risorse e nell’ottica anche di un successivo accesso aperto ai contenuti del sito ( ).

Come è stato detto, risultato del progetto è stata la realizzazione di contenuti culturali digitali. Per realizzare tali contenuti sono state scelte tre diverse strategie di comunicazione ed elaborazione testuale e multimediale: testo non lineare, cronistoria, narrazione. Nell’ambito di queste strategie sono quindi stati identificati i prodotti digitali da realizzare: un ipertesto, in cui il contenuto, prevalentemente di tipo testuale, è stato arricchito da riferimenti ad altri testi o materiali multimediali; una timeline, con cui è stata rappresentata graficamente la cronistoria del contenuto da comunicare; un digital storytelling, in cui il contenuto da comunicare è stato raccontato attraverso un video e una sequenza di immagini.

Ogni studente ha lavorato ricercando e raccogliendo la documentazione riguardante diversi aspetti dell’accoglienza e dell’integrazione culturale, e utilizzando le particolarità dello strumento digitale scelto per valorizzare gli aspetti peculiari delle narrazioni sviluppate. Parte integrante dell’intero lavoro è stata la realizzazione del sito web di progetto, che ha utilizzato come content management system la piattaforma online WordPress, con un piano di hosting gratuito; il sito è stato sviluppato in collaborazione con gli studenti, innanzitutto per far loro acquisire esperienza e sviluppare competenze specifiche nell'organizzazione e gestione di un sito web, ma anche in particolare per presentare le classi e le scuole, raccontare l’intera attività svolta, pubblicare i contenuti digitali prodotti, documentare le diverse fasi del progetto e i suoi sviluppi, archiviare documenti e materiali in un’ottica di condivisione aperta e libera della conoscenza. Tutti i contenuti e i materiali sono stati infatti pubblicati con licenza Creative Commons 3.0 BY-NC-SA. Oltre che sul web tutte le attività sono state anche presentate dai ragazzi e dai loro insegnanti in un evento pubblico finale che si è tenuto al CNR nell’aprile del 2018.

3. Il modello

Il progetto Filosofia & Migrazioni ha consentito di elaborare un modello di didattica integrata, applicabile in contesti legati a discipline e temi differenti, ma che mantiene ferme le fasi di Progettazione, Attività, Disseminazione, Valutazione e alcune delle proprietà che hanno caratterizzato il progetto. Si tratta di un modello che potremmo definire middle-out: si pone infatti all’incrocio tra due approcci, quello che parte da presupposti teorici e di metodo legati alla didattica integrata e allo sviluppo di competenze critiche (top-down) e quello che si basa sulla realizzazione concreta del progetto, ovvero ad una sorta di ‘testing by doing’ (bottom-up).

Il modello: workflow

Il modello: workflow

Il modello si presenta dunque come un workflow dinamico ( ) di lavoro e di organizzazione, che integra riflessione teorica e attività pratica, strumenti e materiali, apprendimento formale e informale, attività esterne con attività d’aula, lezioni frontali e laboratori e momenti di ‘aula rovesciata’. L’idea è stata quella di lavorare in modo articolato, facendo confluire modalità e approcci diversi in relazione alle differenti e successive fasi dello sviluppo del progetto. Metodologicamente si è scelto di seguire un approccio partecipativo e costruttivistico, basato sulla condivisione e l’accesso aperto a tutti i contenuti e materiali in tutte le fasi del progetto, dalla scelta della piattaforma di condivisione e pubblicazione, ai software e alle applicazioni per l’elaborazione dei contenuti. Il modello, come si è detto, si presenta come uno schema dettagliato e granulare in modo da consentire a chi lo applica di poter avere presente per tutta la durata del progetto le concatenazioni e le implicazioni di ogni singola fase e azione. Nella è schematizzato l’intero modello e le sue parti.

Il modello: schema e contenuti

Il modello: schema e contenuti

Il modello elaborato non è solo uno schema concettuale che unisce metodologie e finalità di progetto, ma è una griglia e una guida per la progettazione e la realizzazione delle attività che consenta di monitorare in modo coordinato, integrato e granulare tutte le fasi del progetto. Sotteso al modello c’è il percorso di valutazione inteso come verifica critica ‘costante’, al fine di intervenire per migliorare e correggere il processo anche nel corso del suo stesso svolgimento.

Il workflow si articola in quattro fasi principali: Progettazione, Attività, Disseminazione e Valutazione, quest’ultima trasversale a tutte le altre fasi.

La prima fase della progettazione è una fase delicata e strategica, orienta l’articolazione delle attività, definisce il programma di lavoro scegliendo temi, parole chiave e tipologia di prodotti digitali, stabilisce gli accordi e le convenzioni necessarie per lo svolgimento del progetto sia tra i partecipanti sia con i terzi. È principalmente una fase creativa, in cui insegnanti, esperti e operatori sono chiamati ad uno sforzo di progettazione partecipata, capace di integrare contenuti e percorsi didattici tradizionali e ‘ministeriali’ con temi e approfondimenti innovativi e trasversali.

Se la fase di progettazione è principalmente una fase creativa, quella delle attività è caratterizzata da un’intensa funzione organizzativa. Le attività previste riguardanti i docenti comprendono l’organizzazione del corso di formazione, con l’individuazione degli esperti nella disciplina e degli esperti della tematica scelta e la preparazione dei materiali di approfondimento. Le attività orientate nello specifico agli studenti includono gli incontri sul territorio, i laboratori, la programmazione dell’attività curriculare collegata alle parole chiave, l’organizzazione della formazione su contenuti e strumenti digitali, l’assegnazione dei ruoli per la realizzazione dei contenuti digitali. L’organizzazione degli incontri con le realtà istituzionali esterne comporta inoltre prendere i contatti, fissare il calendario delle attività, definire l’agenda delle visite, predisporre la raccolta dei materiali sul campo. L’attività dei laboratori implica l’organizzazione della raccolta e verifica dei materiali online, la realizzazione dei contenuti digitali e la scelta della modalità di condivisione dei contenuti digitali.

La disseminazione, la fase della comunicazione e della condivisione dei contenuti e dei risultati delle attività e dell’intero progetto, è molto importante anche per i riscontri che si ottengono e che possono agire nell’individuazione di sviluppi futuri. Dal punto di vista operativo, nella fase di disseminazione si procede a strutturare, editare e uniformare i contenuti digitali in vista della loro pubblicazione e/o comunicazione; a testare gli strumenti digitali da usare e la funzionalità dell’accesso ai contenuti digitali; a definire il programma dell’evento finale o comunque degli eventi pubblici; a preparare i materiali (come inviti, comunicati stampa, locandine) e definire i contatti per la diffusione (come mailing list dedicate, liste dei social da utilizzare ecc); a preparare gli interventi pubblici di presentazione del progetto (slides, relazioni, ecc).

Infine, l’attività dedicata alla valutazione ha rappresentato in modo formale solo l’ultimo passaggio del progetto, quello più condiviso. La valutazione è un’attività che è bene considerare in maniera autonoma e che deve essere presente in ognuna delle fasi descritte nel modello.

Il modello individua infatti tre momenti diversi e specifici di valutazione, ex-ante, in itinere, ex-post. Ognuno dei momenti ha lo scopo di verificare la pianificazione delle attività, il raggiungimento degli obiettivi previsti per ciascuna fase del progetto, la qualità dei risultati raggiunti, e può usare a tale scopo una serie di strumenti diversi, come questionari a risposta chiusa, sondaggio con domande aperte, interviste, gruppi di discussione, osservazioni dirette, ecc.

Nell’ambito specifico del progetto la valutazione ex-ante è stata fatta a partire dall’analisi di contesto e raccogliendo informalmente suggerimenti e proposte da parte degli insegnanti. In itinere si è valutato l’andamento del progetto e le sue criticità con incontri periodici tra gli organizzatori e gli insegnanti coinvolti, sia singolarmente, sia insieme per una valutazione comparativa delle attività, della programmazione, della tempistica e degli obiettivi. Con gli studenti prima delle attività si è verificata in modo informale la loro alfabetizzazione digitale, il loro livello di familiarità con l’uso delle tecnologie e degli strumenti digitali per lo studio, le attività scolastiche e la comunicazione. Si sono inoltre raccolte le loro aspettative e perplessità, si è condiviso un primo momento di programmazione con un confronto sui tempi, i ruoli e le responsabilità. La valutazione in itinere è stata condotta in modo informale, tenendo sempre attivo un canale di comunicazione via mail tra ricercatori, studenti e insegnanti per soluzioni e ridefinizione immediata di problemi e tempi, anche in relazione agli impegni scolastici; in ogni incontro di formazione si è sempre lasciato spazio ai ragazzi per alcuni momenti di verifica condivisa del lavoro svolto e dei problemi incontrati. La valutazione ex-post ha previsto un percorso formale attraverso la somministrazione di questionari (vd. § 4), accompagnato da alcuni momenti informali di discussioni aperte.

Il modello: proprietà

Il modello: proprietà

 

Nel modello sviluppato è possibile evidenziare 5 proprietà che lo caratterizzano ( ) e che fungono anche da indicatori: co-progettazione, interdisciplinarità, esperienzialità, integrazione, condivisione / comunicazione.

La co-progettazione è una proprietà caratteristica del modello descritto e implica la presenza di un ruolo attivo, propositivo e costruttivo di tutti i soggetti coinvolti, in primis la scuola e l’ente di ricerca, ma anche i soggetti esterni. È una proprietà di base innanzitutto perché, fin dall’inizio del progetto, viene richiesta una progettazione condivisa tra scuola e partner; inoltre, per lo svolgimento delle diverse attività di lavoro, è prevista la collaborazione di più soggetti, pubblici e privati; infine è necessaria la costruzione di una rete di comunicazione scuola-partner-territorio. Si tratta di una proprietà la cui finalità è quella di impostare una partecipazione aperta e trasparente tra i vari attori e costruire una rete solida a garanzia sia delle attività sia della sostenibilità del progetto.

L’interdisciplinarietà contraddistingue l’analisi critico-filosofica dei concetti chiave, lo scambio interattivo con esperti nella disciplina e nella tematica e con esperti di umanistica digitale, definendo così un approccio critico ai modelli mentali e culturali integrati; in generale, tutta l’analisi dei temi di ricerca è contraddistinta da successivi approfondimenti multidisciplinari e interdisciplinari.

L’esperienzialità, ovvero il rapporto con l’esperienza diretta, si esplicita attraverso l’alternarsi di riflessione teorica e attività pratica, attività esterne e attività d’aula, lezioni frontali e laboratori, in genere rapportandosi sempre con il mondo dell’extra-scuola, in un’ottica in cui l’applicazione del metodo del learning by doing rappresenta un importante aspetto dell’apprendimento complesso, ma affinché funzioni deve essere integrata con il pensiero critico, con la riflessione, e deve agire in accordo con il thinking by doing.

L’integrazione si effettua a livello didattico, arricchendo la programmazione curriculare con contenuti innovativi, a livello di classe – nell’ipotesi di lavorare con la classe nel suo insieme – e nell’integrazione tra approcci tradizionali e tecnologicamente avanzati. La socializzazione dei contenuti, il dialogo e la reciprocità che caratterizzano l’intero progetto, basato infatti sul cooperative learning (formale e informale) necessita di un ruolo attivo e responsabile dei partecipanti, e ciò influisce anche sulle motivazioni e sull’autostima soprattutto degli studenti, che vengono chiamati ad operare e motivare (argomentare) scelte e decisioni che prendono in autonomia, seppur sostenuti dagli insegnanti, dagli esperti e dai tutor. L’integrazione riguarda dunque anche la sfera delle competenze; il modello di progetto si ispira infatti a una integrazione tra competenze di base e competenze trasversali (come si usa ora dire soft skills), sia personali, sia relazionali, cognitive e organizzative, che contribuiscono allo sviluppo della conoscenza, del pensiero critico e complesso.

Infine le proprietà di condivisione e comunicazione caratterizzano, nel modello, sia le fasi del progetto, che gli attori, che il mondo esterno. La condivisione e la comunicazione, nei modi e tempi opportuni per le diverse fasi, sono imprescindibili in una auspicata società della conoscenza che porti alla socializzazione dei contenuti, al dialogo e alla reciprocità.

4. Conclusioni: prospettive e criticità

L’intera sperimentazione di un percorso di didattica integrata capace di inglobare anche i contenuti culturali digitali è stata certo positiva sia sul piano dell’apprendimento, sia sul piano dello sviluppo del modello, ma non priva di criticità e di aspetti implementabili, soprattutto per quanto riguarda le modalità di valutazione dei processi e dei risultati del progetto.

In una prospettiva di analisi a posteriori del lavoro svolto, occorre distinguere tra l’esperienza del progetto e la proposta del modello. Per quanto riguarda il primo, nei questionari finali di valutazione compilati dagli studenti si è evidenziato l’apprezzamento per lo spazio di autonomia che il lavorare con strumenti digitali ha loro offerto, il valore del lavoro di gruppo e l’importanza del confronto con realtà esterne alla scuola. Insegnanti e studenti hanno sottolineato l’impatto positivo e innovativo che il progetto ha avuto nel rinnovamento del loro curriculum scolastico ( ).

Nelle Figure , , si riportano alcuni grafici relativi all’elaborazione dei questionari che sono stati somministrati agli studenti al termine del progetto. Pur non ritenendo le risposte completamente rappresentative del gruppo di studenti intervistati (diversi non hanno compilato il questionario) è comunque possibile trarre alcune indicazioni dall’analisi dei dati.

Le risposte alle domande a scelta multipla che hanno riguardato le capacità e competenze che gli studenti hanno ritenuto di aver acquisito ( ), mettono in evidenza l’importanza data alla soluzione degli imprevisti (capacità di affrontare gli imprevisti), che unita alla capacità di risolvere i problemi di lavoro e alla capacità di risolvere i problemi degli altri, entrambe con un numero elevato di scelte, danno grande risalto all’apprezzamento in generale per l’acquisizione della capacità di problem solving; le scelte espresse inoltre sottolineano l’importanza data alla concentrazione (capacità di concentrarmi sulle cose da fare) e alla puntualità (capacità di rispettare gli orari di lavoro).

In generale i principali punti di forza del progetto ( ) sono stati, come già detto, il lavoro di gruppo e la possibilità di prendere decisioni in autonomia, mentre i punti di debolezza evidenziati dai ragazzi ( ) sono stati la scarsità di tempo da dedicare al progetto e l’aggravio di lavoro, considerando che due delle classi coinvolte dovevano prepararsi per gli esami di maturità.

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Accanto ai numerosi aspetti positivi, occorre soprattutto riflettere e analizzare i diversi elementi di criticità individuati, soprattutto, nell’ancora embrionale processo di mutua alfabetizzazione digitale di docenti e studenti, nell'inadeguatezza delle infrastrutture e della cultura digitale nelle scuole, nella difficoltà ad usare in modo critico e competente le tecnologie.

Inoltre, il dover inserire le attività di progetto negli spazi, non solo temporali, decisi per l’alternanza scuola-lavoro, limita i margini di flessibilità ed elasticità nell’organizzazione; così come diversificare le attività di ASL in una stessa classe spesso provoca una frammentazione della didattica e crea delle difficoltà nel raggiungimento di obiettivi comuni. Il progetto Filosofia & Migrazioni fin dalla sua programmazione iniziale ha cercato di far fronte al primo problema grazie alla collaborazione e alla disponibilità degli insegnanti e dei dirigenti scolastici che sono venuti incontro ai cambiamenti d’orario e di calendario delle lezioni. Ovviamente non sempre questo è stato facile o privo di tensioni; per quanto riguarda il secondo aspetto critico il progetto ha avuto come presupposto quello di coinvolgere delle classi per intero, cosa che è stata facilitata dall’adesione pressochè completa di tutti gli studenti a cui è stata fatta la proposta di partecipare.

Per quanto riguarda il modello di didattica integrata, molti degli aspetti positivi e critici emersi dai questionari di valutazione degli studenti sono tornati anche nella sintetica griglia di valutazione compilata dai 60 docenti che hanno preso parte al workshop immersivo Filosofia & Migrazioni organizzato in occasione di Fiera DIDACTA Italia 2018 (http://fieradidacta.indire.it/). Il workshop si è concentrato sull’applicazione del modello del progetto in altri ambiti disciplinari attraverso una serie di esercizi di simulazione. Stante un giudizio positivo sul modello stesso e sull’applicabilità ad altri temi, gli insegnanti hanno sottolineato alcuni elementi interessanti: l’importanza della documentazione e la necessità di materiale più dettagliato e linee guida ad hoc per lo svolgimento di progetti didattici integrati a forte componente digitale, un dialogo più frequente con il mondo della ricerca ( ), la scelta critica di metodologie e strumenti digitali in relazione ai contenuti che si intende sviluppare, una adeguata formazione all’uso delle tecnologie.

Criticità e aspetti positivi sono stati discussi anche in occasione di conferenze nazionali e internazionali alle quali sia le ricercatrici del CNR-ILIESI sia della SFI hanno avuto modo di partecipare; anche in questo caso si è notato come quanto è emerso dalle valutazioni del progetto Filosofia & Migrazioni sia comune anche ad altre esperienze di ASL soprattutto per quanto riguarda il ritardo nell’adeguamento delle strutture scolastiche e delle strumentazioni, l’equilibrio da trovare tra didattica più tradizionale e una adesione totale al digitale, i temi della privacy e dei diritti nell’uso rispettivamente dei social e dei materiali dal web per lo studio e per la formazione degli insegnanti.

A conclusione possiamo dire che nell’intero percorso di progetto la filosofia ha confermato la sua capacità di dialogare e interrogare le categorie e i contesti del nostro presente, offrendo strumenti critici e analitici che, sia nella teoria sia nella pratica, permettono di cambiare il modo di fare e insegnare filosofia, anche con il contributo o attraverso l’informatica ( , , , , ). Il progetto si è mosso anche a partire dal Piano Nazionale Scuola Digitale( ): quest’ultimo, in particolare, come è stato sottolineato: rappresenta un importante passo avanti nella riflessione sulle politiche da adottare in questo ambito, ma rischia di far percepire il digitale come una sorta di ideologia totalizzante o come una variabile indipendente, un ‘ingrediente’ autonomo sufficiente a identificare, da solo, specifiche pratiche formative ( , 9). Sono dunque sempre più necessari nuovi spazi capaci di costruire nuovi ecosistemi di apprendimento, anche digitali, che consentano un’azione culturale di sistema per rinnovare la scuola e la didattica.

La riflessione storico-filosofica si è inoltre mostrata capace di offrire modelli per leggere e interpretare i cambiamenti politico sociali che caratterizzano il nostro tempo (migrazioni, tensioni geopolitiche, crisi dei valori sociali), di contribuire a sviluppare argomentazioni rigorose per contrastare una comunicazione basata sulle opinioni e per riaffermare il valore dei fatti, della pluralità e della diversità; infine, ma non ultimo, di elaborare strumenti critici per gestire i processi innovativi di applicazione e uso delle tecnologie.

References

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  9. Di Giandomenico, M., cur. 2000. L’uomo e la macchina trent’anni dopo. Filosofia e informatica ieri ed oggi. Bari: Laterza.

  10. Gambetti F., P. Mastrantonio, e G. Ottaviano, cur. 2017. Filosofia e migrazioni. Responsabilità della filosofia e sfide globali. Bologna: Diogene Multimedia.

  11. Gambetti, F. 2018. Philosophy and Migrations. Designing, implementing and promoting digital cultural contents. Atti della conferenza Multi-conference on Responsible Research and Innovation in Science, September 17-19, Tartu: Springer (forthcoming).

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  13. Maglioni, M., e F. Biscaro. 2015. La classe capovolta. Innovare la didattica con la flipped classroom. Trento: Erickson.

  14. Marras, C. 2018. “Filosofia, ricerca e innovazione. Considerazioni a margine del documento 'Orientamenti per l’apprendimento della filosofia nella società della conoscenza'.” Comunicazione Filosofica 40.

  15. Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. 2019. Piano Nazionale Scuola Digitale.http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/Materiali/pnsd-layout-30.10-WEB.pdf

  16. Roncaglia, G. 2018. L’età della frammentazione. Bari: Laterza.

  17. Russo, A. 2018. Progettare, realizzare e pubblicare contenuti culturali digitali. Vademecum. https://filosofiamigrazioni.files.wordpress.com/2018/10/vademecum2.pdf.

  18. UNESCO. 2005. Towards knowledge societies. UNESCO world report. UNESCO, Paris.

Ultimo accesso agli URL: 23 settembre 2019

Questo articolo si è avvalso del prezioso contributo delle colleghe Maria Eugenia Cadeddu del CNR e Francesca Gambetti della SFI.

Il progetto è stato pensato e organizzato da Maria Eugenia Cadeddu, Cristina Marras e Ada Russo dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR, Francesca Gambetti, Valentina Di Lisio e Paola Mastrantonio della Società Filosofica Italiana (SFI) sezione Romana; le attività di ASL si sono svolte in collaborazione con i professori Gianluca Valle del Liceo delle Scienze Umane Gelasio Caetani di Roma, Alessandra Di Rosa del Liceo Linguistico Federigo Enriques di Ostia, Sabrina Minucci del Liceo Scientifico Vito Volterra di Ciampino.

Lunedì 26 novembre 2018 il Liceo Caetani è stato premiato per il progetto di ASL Filosofia & Migrazioni come progetto di alternanza di alto profilo culturale e come significativo esempio di lavoro compiuto facendo rete tra più istituzioni nell’ambito del Concorso nazionale Scuole sostenibili 2017/18 Cambiamenti climatici e migrazioni, istituito dal Comitato Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030 (CNESA2030) della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, per premiare le scuole impegnate sul territorio in iniziative concrete per l’educazione alla sostenibilità.

L’agenda del workshop, il modello e i materiali sono tutti disponibili nel sito: https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/2018/10/11/un-progetto-di-didattica-integrata-e-il-suo-modello/

Il programma delle visite organizzate corredate da un reportage fotografico (a cura di Vittorio Tulli e Fabio Palmieri del CNR) è disponibile sul sito del progetto all’indirizzo https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/uscite/.

https://en.wikipedia.org/wiki/Project-based_learning

https://en.wikipedia.org/wiki/Inquiry-based_learning

https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Decalogo+device/da47f30b-aa66-4ab4-ab35-4e01a3fdceed

https://filosofiamigrazioni.files.wordpress.com/2018/04/asl_locandina_23042018.pdf

Una versione semplificata del modello è disponibile tra i materiali del Workshop immersivo Filosofia & Migrazioni oragnizzato in occasione della Fiera DIDACTA Italia 2018: https://filosofiamigrazioni.wordpress.com/2018/10/11/un-progetto-di-didattica-integrata-e-il-suo-modello/.

[...] information and knowledge societies lead to new approaches to re-affirm the freedom of expression in cyberspace and in the new media landscape generated by ICT, including the Internet [...] ICTs also contribute to the objective of enhancing human diversity in all its forms, including cultural and linguistic diversity, both tangible and intangible [...] Knowledge Societies build on the sum of human ingenuity, technical innovation and the power of information and knowledge. They have the potential to achieve lasting, positive impacts on education, economic prosperity, social inclusion and environmental protection, taking humanity forward to a United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization new era of peace and sustainable development ( ).

http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/Materiali/pnsd-layout-30.10-WEB.pdf

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